Il movimento globale dell’agroalimentare biologico chiede che le nuove tecniche di ingegneria genetica siano classificate come OGM

(Comunicato stampa a cura di IFOAM EU e IFOAM – Organics International. Traduzione di Organic Action Network Italia)

BONN E BRUXELLES, 15 GENNAIO 2018 – Durante l’Assemblea Generale tenutasi a New Delhi (India) il 12 novembre 2017, IFOAM – Organics International ha adottato una posizione globale che riafferma come gli OGM creati tramite nuove tecniche di ingegneria genetica non trovino posto nei sistemi agroalimentari biologici. Il settore del biologico sottolinea nuovamente il suo impegno nei confronti dei consumatori ad escludere gli OGM dai propri sistemi di produzione e chiede ai decisori politici di regolamentare l’utilizzo di OGM ottenuti per mezzo di tecniche recenti.

Markus Arbenz, Direttore di IFOAM – Organics International: “La posizione unificata del settore biologico, basata sulla scienza e sui Principi dell’Agricoltura Biologica (Benessere, Ecologia, Equità e Precauzione), è chiara: le nuove tecniche di ingegneria genetica sono OGM e non possono per questo essere impiegate nell’ambito della produzione biologica. In molte parti del mondo l’attuale assenza di regolamentazione per queste nuove tecnologie significa che piante e animali geneticamente modificati possono essere rilasciati nell’ambiente senza nessuna valutazione di rischio e nessuna informazione per allevatori, agricoltori e consumatori. Il movimento del biologico chiede quindi ai regolatori di assicurare trasparenza e tracciabilità e di proteggere la libertà dei produttori e dei consumatori di non usare tecniche di ingegneria genetica non testate.”

IFOAM EU saluta favorevolmente l’adozione di questa posizione globale da parte del movimento del biologico, che rafforza il proprio documento adottato nel dicembre 2015, secondo il quale tutte le nuove tecniche di ingegneria genetica dovrebbero essere considerate tecniche di modificazione genetica che portano alla creazione di OGM e dovrebbero per questo rientrare nel campo di applicazione della normativa esistente sugli OGM. Nell’Unione Europea, il 18 gennaio 2018, la Corte di Giustizia Europea renderà note le sue conclusioni preliminari su questo punto (Caso C-528/16). Le conclusioni finali sono attese per la metà del 2018.

Eduardo Cuoco, Direttore di IFOAM EU: “Confidiamo che la Corte di Giustizia Europea confermi che non ci sono motivazioni legali o tecniche per escludere queste nuove tecniche di ingegneria genetica dall’ambito della normativa esistente sugli OGM. Una loro deregolamentazione obbligherebbe ingiustamente il settore del biologico a prendere misure supplementari per escludere gli OGM dai propri processi di produzione e avrebbe gravi conseguenze economiche per l’intera agricoltura europea, che è prevalentemente priva di OGM”.

Eric Gall, Responsabile per le Politiche di IFOAM EU, aggiunge: “É ora che la Commissione Europea agisca in linea col principio di precauzione per proteggere l’ambiente e i consumatori confermando che piante e animali geneticamente modificati con nuove tecnologie siano quanto meno regolamentati al pari degli attuali OGM, e siano soggetti a rigorose valutazioni di rischio, tracciabilità ed etichettatura, che sono i capisaldi delle politiche ambientali e alimentari dell’UE”.

Negli ultimi anni varie tecniche, quali ad esempio CRISPR/Cas9 o nucleasi a dita di zinco, sono state sperimentate per modificare direttamente il DNA di piante e animali. Al contrario della transgenesi, spesso non prevedono l’inserimento di geni da altri organismi e alle volte vengono chiamate “editing genetico” o “nuove tecniche di allevamento”. Studi scientifici hanno dimostrato che la tanto rivendicata maggiore precisione di queste nuove tecniche è un mito, in quanto possono scatenare una serie di modifiche non desiderate nel genoma e negli organismi modificati. Per la società civile e il movimento del biologico, l’utilizzo di queste tecniche è ingegneria genetica e pone rischi e preoccupazioni equiparabili a quelli degli OGM esistenti, e dovrebbe perciò essere normato di conseguenza.

Fine.

Note per gli editori:
Leggi la posizione di IFOAM – Organics International e di IFOAM EU

Per maggiori informazioni:
IFOAM – Organics International: David Gould, Senior Facilitator, d.gould@ifoam.bio
O visita www.ifoam.bio

IFOAM EU: Magdalena Wawrzonkowska, Communications Manager +32 (0)2 808 79 91, magdalena.wawrzonkowska@ifoam-eu.org Eric Gall, Policy Manager +32 (0)491 07 25 37, eric.gall@ifoam-eu.org
O visita www.ifoam-eu.org

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