Aggiornamenti sul nuovo Regolamento Europeo sul Biologico

Un breve riassunto
Testo estratto dalla newsletter n. 93 di IFOAM EU

I cosidetti negoziati tripartiti tra le tre istituzioni europee – Consiglio, Parlamento e Commissione – sul nuovo regolamento sul biologico hanno raggiunto un record tra i dossier di agricoltura: è il trilogo più lungo di sempre. Nel 2015 la presidenza lussemburghese ha dato inizio ai negoziati tripartiti, che sono continuati durante i semestri olandese e slovacco nel 2016 e sono ora nelle mani della presidenza maltese.
Il processo di revisione è iniziato nel 2012, la Commissione ha presentato una proposta legislativa nel 2014 e il Consiglio e il Parlamento hanno dato la loro opinione rispettivamente a giugno e ottobre 2015. Nel novembre dello stesso anno il trilogo ha avuto inizio ed è proseguito fino a dicembre 2016 quanto il Parlamento e alcuni Stati Membri hanno chiesto una pausa. Le negoziazioni sono riprese a marzo 2017 e, ad ora, si sono tenuti 16 meeting ufficali.

Perché questo processo dura così tanto?

Per rispondere a questa domanda è necesario considerare diversi elementi:

  • La proposta legislativa iniziale fu fortemente criticata e conteneva elementi controversi sui quali non si è ancora trovato un accordo dopo più di tre anni di discussione;
  • La nuova procedura legislativa europea nel trattato di Lisbona stipula che le tre istituzioni europee devono prima trovare un accordo internamente, e poi tra di loro. Questo significa che, ad esempio, la Presidenza del Consiglio deve innanzitutto conciliare le necessità e le richieste degli altri 27 Stati Membri e solo dopo può negoziare con le altre due istituzioni. Un ruolo similarmente arduo è svolto dal relatore del Parlamento, il che allunga ulteriormente i tempi del processo decisionale;
  • Il regolamento sul biologico è molto complesso: spazia dalle colture, all’allevamento (compresa l’acquacoltura), dai prodotti alimentari (incluso il vino) ai mangimi, dal sistema di controllo ai regimi di importazione e ai requisiti per l’etichettatura.

La combinazione di questi tre elementi spiega perché il processo di negoziazione richiede tempi tanto lunghi. L’unico modo per evitarlo sarebbe stato quello di considerare appropriatamente le legislazioni precedenti e di basarsi su quelle, invece che rivoluzionare struttura e contenuti dell’attuale regolamento.

Ultime notizie
Organic Action Network Italia

Lunedì 29 maggio si è tenuto un meeting del Comitato Speciale per l’Agricoltura (SCA) a Bruxelles. In questa occasione, agli Stati Membri è stato chiesto di votare un nuovo mandato presentato da Malta e conseguentemente di approvare il nuovo testo di compromesso che, nonostante gli sforzi, continua ad essere percepito come non soddisfacente dal settore.

Il 27 maggio l’OANI ha inviato una lettera al Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, al fine di condividere  e supportare la posizione di IFOAM EU contro questo nuovo testo e chiedendo ai rappresentanti italiani di schierarsi a favore dell’agricoltura biologica, per garantire un futuro a questo importante settore dell’agricoltura italiana e europea.

Il risultato del voto mostra 17 Paesi (Italia inclusa) su 27 contrari alla continuazione della revisione del regolamento. In particolare, critiche sono state espresse sui controlli, che produrrebbero enormi quantità di dati senza rendere i prodotti più sicuri. Il settore del biologico reputa questo testo inconsistente, troppo poco chiaro sotto molti aspetti (ad esempio, su come migliorare i controlli in paesi terzi, come armonizzare le procedure..). Inoltre, non porta nessun valore aggiunto rispetto all’attuale legge; al contrario, alcuni aspetti rischierebbero di ostacolare il lavoro degli operatori.  Se si deve cambiare, che sia per una legge migliore, non peggiore.

Il 31 maggio si sarebbe dovuto tenere il trilogo finale, con rappresentanti di alto livello come il commissario Phil Hogan (AGRI), il presidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (ComAgri) Sikierski e il segretario parlamentare maltese per l’agricoltura, ma in seguito agli ultimi sviluppi è stato cancellato.

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